I L R I N N O V A M E N T O È C R E S C I T A
A volte capita che la vita
ti toglie tanto, anche tutto.
Però, non è per punirti,
ma solo per fare spazio
a ciò che meriti davvero.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
I L R I N N O V A M E N T O È C R E S C I T A
A volte capita che la vita
ti toglie tanto, anche tutto.
Però, non è per punirti,
ma solo per fare spazio
a ciò che meriti davvero.
L A M A R A N Z A
È di moda la “maranza”.
È la nuova delinquenza,
è una forma di arroganza
accoppiata a strafottenza,
che nasconde l’ignoranza
dietro la disubbidienza,
che trasuda tracotanza
di bieca escandescenza.
Non c’è più la tolleranza,
ma soltanto l’incoscienza,
ed, in ultima istanza,
è una becera scemenza.
Sa destare ripugnanza
per l’assoluta assenza
di un poco di creanza.
C’è gratuita prepotenza
nella disgustosa danza
degli atti di violenza.
Non è solo la baldanza
della giovane insolenza,
dell’idiota esuberanza,
ma è, purtroppo, la presenza
di totale intemperanza.
Questa lugubre veemenza
è il peggio che avanza:
di poterne stare senza
forse non c’è più speranza.
I L M I O M I G L I O R E A M I C O . . . S O N O I O.
Non ho molti amici, ma sto bene così.
Il mio migliore amico … sono io.
Non mi interessa chi gli altri
frequentano, né sento il bisogno
di appartenere ad un gruppo.
Ho una vita davvero piena: imparo,
cresco, ed ogni giorno affronto
volentieri qualcosa di nuovo.
Amo il tempo da solo, perché
nel silenzio trovo le mie risposte.
Non cerco una rete di conoscenze,
preferisco pochi legami veri, profondi.
Mi interessano tante cose nuove,
mi piace leggere, esplorare, capire.
E credo che la felicità sia questa:
vivere a modo mio, senza dover
spiegare niente proprio a nessuno.
C O M E V I V E R E N E L M O N D O
Ama sempre la vita che stai vivendo.
Non cercare troppo di stare bene.
Vivere, di per sé, è una forma di felicità.
Non essere troppo triste e insoddisfatto.
Con il tempo, anche il dolore passa
e diventa esso stesso un ricordo dolce.
Non essere troppo testardo, perché
il cuore delle persone, spesso, cambia
così come cambiano le stagioni.
Non desiderare mai di avere troppo
delle cose materiali che ti circondano.
Per vivere, davvero non serve molto.
Non aggrapparti a chi se ne va, perché
la vita, prima o poi, ti porta qualcuno che
ti fa capire perché il resto doveva finire.
G E N E R O S I T A’
Non dimenticare quanto desideravi
di ottenere ciò che hai, adesso.
Ringrazia la vita che te l’ha dato.
Ma non tenerlo soltanto per te.
Dividilo anche con gli altri.
Le cose buone, date di cuore,
ritornano e si moltiplicano.
E S S E R C I E D E S I S T E R E
Se, casomai, verrà un giorno,
che non ti scrivo il “Buongiorno”,
dammi pure per disperso,
ma non mi avrai mai perso.
Giovedì 25 Settembre 2025 alle ore 18.03, presso l’Ospedale di Pordenone, è venuto al mondo
IL MIO NIPOTINO EDOARDO
Lettera di benvenuto
Carissimo piccolo Edoardo,
sei arrivato nel mondo da poco, e già la tua presenza ha acceso una nuova luce nei nostri cuori.
Io sono il tuo nonno, e forse non sarò sempre accanto a te ogni giorno, ma sappi che il pensiero di te mi accompagna già ora, e ti seguirà sempre, come un filo invisibile che lega le persone che si vogliono bene.
La tua casa sarà con la mamma e con il papà, e io ti verrò a trovare di tanto in tanto, oppure ti porteranno da me.
Non saranno visite quotidiane, ma ogni volta che sarò con te desidero che tu senta quanto affetto, quanta gioia e quanta speranza porto con me, per te.
Vorrei che i momenti insieme fossero semplici e belli: una passeggiata, un gioco, un racconto del nonno che forse sembrerà un po’ antico, ma sempre con il desiderio di farti sorridere o pensare.
Non so se sarò bravo a raccontare fiabe o a fare magie, ma ti prometto che sarò sincero, curioso della tua crescita, e sempre orgoglioso di te.
Vorrei che tu potessi ricordarmi come un nonno che sapeva ascoltare, più che parlare.
Non ti insegnerò formule complicate, ma proverò a mostrarti come guardare il mondo con meraviglia.
Anche se non sarò ogni giorno al tuo fianco, sarai sempre nei miei pensieri: questo è un modo di esserci, silenzioso ma vero.
Il tempo che vivremo insieme non lo conteremo in giorni o ore, ma nella gioia che sapremo darci l’un l’altro.
Da te non mi aspetto niente, se non la tua spontaneità: io ti offrirò la mia esperienza e il mio affetto.
Forse un giorno riderai delle mie rughe o dei miei racconti un po’ ripetuti, ma spero che tu possa vederci dentro la tenerezza.
Quando mi vedrai, ti basterà guardarmi negli occhi: lì troverai tutto l’amore di un nonno.
Tu sei un dono nuovo, una promessa di vita che continua.
Io, che di anni ne ho già tanti, guardo a te come al futuro che sboccia, e questo mi riempie di speranza e di pace.
Già da tempo e, sin da ora ancora di più, ti voglio bene.
Nonno Alberto.
A Martina e Ale,
educare Edoardo alla vita
è come scolpire una statua
dal marmo grezzo:
ogni colpo dello scalpello
rimuove un pezzo
di ciò che non è,
fino a rivelare al mondo
il capolavoro unico
che è sempre stato lì:
la sua vera persona.
C’è bisogno della vostra
autentica “arte” di vivere,
di ciò che siete dentro,
dei buoni sentimenti
che da sempre avete,
per dare forma allo spirito
della vostra creatura.
Che il cielo accompagni
e benedica il vostro percorso
di amore e dedizione.
E P I C U R E I S M O O B U O N S E N S O ?
Godiamo adesso,
che ci è concesso,
di ogni eccesso,
anche del sesso.
Se ci è permesso,
“o famo” spesso,
tanto è lo stesso
un gran successo.
F A C C I A M O C O S E N U O V E
Il passo prossimo non
sia il passato prossimo.
C U R A D I S E’
Impara a volerti bene,
a prenderti cura di te stesso,
e poi anche a voler bene
a chi ti vuole bene.
Il segreto non è accudire
le api oppure le farfalle,
ma prenderti cura dei fiori
del tuo florido giardino,
e api e farfalle verranno da te.
Così, alla fine, troverai
non chi stavi cercando,
ma chi stava cercando te.
U O M O S O L O (visto da una donna ….)
Un uomo che sta bene solo
è molto pericoloso, perché,
se non lo rispetti, se ne va,
non ti supplica, non ti rincorre,
se fai sceneggiate inutili
ti ignora, se provi a manipolarlo
e minacci di lasciarlo,
ti aiuta a fare i bagagli e ti
apre la porta, per farti uscire.
Perché un uomo che sta
bene da solo e ci è abituato,
non ha tempo per i capricci,
non tollera i giochetti mentali,
non si umilia per l’amore.
Un uomo così, non ci crederai,
non si accontenta di chiunque,
non cerca compagnia, cerca valore.
E, se non lo trova in te,
resta da solo, ma in pace.
F E L I C I T A’
Non cercare la felicità nel futuro,
inizia subito togliendo
ciò che la soffoca oggi.
Per essere felice non devi
avere tutto ciò che vuoi,
devi solo smettere di perderti
in ciò che ti fa male.
C O N F E S S I O N E
Quello che ho cercato fuori
è dentro di me.
L’amore, l’affetto, il rispetto
che mi hanno dato,
o che ho desiderato ottenere,
hanno sempre abitato
dentro il mio cuore,
insieme al mio coraggio.
Oggi, mi assumo, da solo,
la responsabilità di me stesso,
del mio splendore, perché
nessuno mi ha reso ciò
che volevo essere, solo io.
Esploro il mio interno
e trovo verità e serenità.
C O M U N I C A R E
Gli uomini comuni parlano
per completare frasi,
raccontano storie senza
lasciare alcuna traccia,
domandano ma senza
una vera curiosità,
rispondono soltanto
per riempire il silenzio,
spiegano, pensando che
spiegare basti davvero
per essere ascoltati,
e non convincono nessuno.
Corrono lineari come
binari già predisposti.
Sono logici, ma privi
di anima, di empatia.
Sono prevedibili e quindi
sono presto dimenticati.
Ma un uomo vero parla
per generare domande
dentro la tua mente,
non per dare risposte,
ma per seminare dubbi.
Non dice tutto, allude
come chi sa troppo
per spiegare alcunché,
insinua e poi tace.
Lascia vuoti che non
si possono ignorare,
crea curve sui rettilinei
che portano nel nulla,
pause che bruciano,
contrasti che intrigano,
e non ha fretta di risolverli.
Perché sa che è nel vuoto,
che si crea il desiderio.
Quando parla come
un enigma, non come
un messaggio, allora
c’è qualcuno che comincia
a proiettare un’idea su di lui,
che però non ha fretta
alcuna di essere capito.
P E R C H È T I S T R E S S I.
Non solo perché fai troppo, ma perché fai troppo contro ciò che senti dentro.
Fai troppo contro di te.
Non è solo la quantità di cose che fai, ma è lo stesso conflitto interno che ti consuma.
Quando agisci per accudire e compiacere gli altri e soffochi ciò che senti, consumi energia vitale. Tanta.
È logorante.
Forse, più presto di quello che pensi, saranno gli altri a occuparsi di te.
Quando vivi o lavori in un posto che sta diventando alienante, o fai delle cose che sono sempre più pesanti,
sei in un posto che non ti rispecchia.
Forse un tempo lo faceva, ma ora non più: è un posto dove vivi male, adesso.
È un ambiente che, se in passato ti ha valorizzato e stimolato, ora ti spegne: ti toglie le forze, anche senza fare nulla.
Il tuo corpo lo sa prima della mente.
Quando ti circondi o ti occupi obbligatoriamente di persone che sono diventate problematiche e impegnative,
anche persone che ti sono, o ti sono state, o ti saranno sempre care, loro, anche non volendo farlo, ti rendono la vita difficile come mai prima.
Anche se sorridi e fai finta di niente, il tuo sistema nervoso è in continua allerta.
Ogni interazione diventa un micro-stress invisibile.
Quando dici “sì”, anche se dentro vorresti dire “no”: è uno dei più grandi furti di energia.
Dire “sì” per paura, senso di colpa o dovere è come nuotare controcorrente.
Ogni volta perdi un pezzo di te, un frammento della tua roccia di energia che, pian piano, si sta sgretolando.
E tu lo avverti.
Quando passi troppo tempo a giustificare le tue scelte a te stessa, pur sapendo in cuor tuo cosa è giusto per te; quando senti di dover spiegare le tue scelte a tutti, oltre che a te stessa, è perché dentro di te c’è già un conflitto.
E quel dubbio ti consuma.
Il cervello non è capace di vivere con il dubbio: lui vuole certezze, anche infondate, purché indiscutibili.
O la mente diventa un pezzo di legno invaso dai tarli.
Non sei sbagliata, hai solo bisogno di tornare dalla tua parte.
Alla fine, quello che ti salva non è dimenticare.
È scegliere ogni giorno di accettare, malgrado tutto, chi ti sta stressando.
È restare fedele a te stessa, anche quando il mondo ti mette alla prova.
È riconoscere che quello che ti succede dice molto di chi sta impegnando, fino all’esaurimento, le tue energie fisiche, mentali, spirituali, e molto poco di quanto vali davvero tu.
E questa, nel guazzabuglio delle ingiustizie quotidiane, a cui siamo tutti potenzialmente esposti, è la forma più potente, se non di libertà, almeno di liberazione e riscatto.
Non sentirti lasciata sola: ritrovati dentro la tua coscienza.
Lei non ti abbandona mai.