F A C C I A M O C O S E N U O V E
Il passo prossimo non
sia il passato prossimo.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
F A C C I A M O C O S E N U O V E
Il passo prossimo non
sia il passato prossimo.
C U R A D I S E’
Impara a volerti bene,
a prenderti cura di te stesso,
e poi anche a voler bene
a chi ti vuole bene.
Il segreto non è accudire
le api oppure le farfalle,
ma prenderti cura dei fiori
del tuo florido giardino,
e api e farfalle verranno da te.
Così, alla fine, troverai
non chi stavi cercando,
ma chi stava cercando te.
U O M O S O L O (visto da una donna ….)
Un uomo che sta bene solo
è molto pericoloso, perché,
se non lo rispetti, se ne va,
non ti supplica, non ti rincorre,
se fai sceneggiate inutili
ti ignora, se provi a manipolarlo
e minacci di lasciarlo,
ti aiuta a fare i bagagli e ti
apre la porta, per farti uscire.
Perché un uomo che sta
bene da solo e ci è abituato,
non ha tempo per i capricci,
non tollera i giochetti mentali,
non si umilia per l’amore.
Un uomo così, non ci crederai,
non si accontenta di chiunque,
non cerca compagnia, cerca valore.
E, se non lo trova in te,
resta da solo, ma in pace.
F E L I C I T A’
Non cercare la felicità nel futuro,
inizia subito togliendo
ciò che la soffoca oggi.
Per essere felice non devi
avere tutto ciò che vuoi,
devi solo smettere di perderti
in ciò che ti fa male.
C O N F E S S I O N E
Quello che ho cercato fuori
è dentro di me.
L’amore, l’affetto, il rispetto
che mi hanno dato,
o che ho desiderato ottenere,
hanno sempre abitato
dentro il mio cuore,
insieme al mio coraggio.
Oggi, mi assumo, da solo,
la responsabilità di me stesso,
del mio splendore, perché
nessuno mi ha reso ciò
che volevo essere, solo io.
Esploro il mio interno
e trovo verità e serenità.
C O M U N I C A R E
Gli uomini comuni parlano
per completare frasi,
raccontano storie senza
lasciare alcuna traccia,
domandano ma senza
una vera curiosità,
rispondono soltanto
per riempire il silenzio,
spiegano, pensando che
spiegare basti davvero
per essere ascoltati,
e non convincono nessuno.
Corrono lineari come
binari già predisposti.
Sono logici, ma privi
di anima, di empatia.
Sono prevedibili e quindi
sono presto dimenticati.
Ma un uomo vero parla
per generare domande
dentro la tua mente,
non per dare risposte,
ma per seminare dubbi.
Non dice tutto, allude
come chi sa troppo
per spiegare alcunché,
insinua e poi tace.
Lascia vuoti che non
si possono ignorare,
crea curve sui rettilinei
che portano nel nulla,
pause che bruciano,
contrasti che intrigano,
e non ha fretta di risolverli.
Perché sa che è nel vuoto,
che si crea il desiderio.
Quando parla come
un enigma, non come
un messaggio, allora
c’è qualcuno che comincia
a proiettare un’idea su di lui,
che però non ha fretta
alcuna di essere capito.
P E R C H È T I S T R E S S I.
Non solo perché fai troppo, ma perché fai troppo contro ciò che senti dentro.
Fai troppo contro di te.
Non è solo la quantità di cose che fai, ma è lo stesso conflitto interno che ti consuma.
Quando agisci per accudire e compiacere gli altri e soffochi ciò che senti, consumi energia vitale. Tanta.
È logorante.
Forse, più presto di quello che pensi, saranno gli altri a occuparsi di te.
Quando vivi o lavori in un posto che sta diventando alienante, o fai delle cose che sono sempre più pesanti,
sei in un posto che non ti rispecchia.
Forse un tempo lo faceva, ma ora non più: è un posto dove vivi male, adesso.
È un ambiente che, se in passato ti ha valorizzato e stimolato, ora ti spegne: ti toglie le forze, anche senza fare nulla.
Il tuo corpo lo sa prima della mente.
Quando ti circondi o ti occupi obbligatoriamente di persone che sono diventate problematiche e impegnative,
anche persone che ti sono, o ti sono state, o ti saranno sempre care, loro, anche non volendo farlo, ti rendono la vita difficile come mai prima.
Anche se sorridi e fai finta di niente, il tuo sistema nervoso è in continua allerta.
Ogni interazione diventa un micro-stress invisibile.
Quando dici “sì”, anche se dentro vorresti dire “no”: è uno dei più grandi furti di energia.
Dire “sì” per paura, senso di colpa o dovere è come nuotare controcorrente.
Ogni volta perdi un pezzo di te, un frammento della tua roccia di energia che, pian piano, si sta sgretolando.
E tu lo avverti.
Quando passi troppo tempo a giustificare le tue scelte a te stessa, pur sapendo in cuor tuo cosa è giusto per te; quando senti di dover spiegare le tue scelte a tutti, oltre che a te stessa, è perché dentro di te c’è già un conflitto.
E quel dubbio ti consuma.
Il cervello non è capace di vivere con il dubbio: lui vuole certezze, anche infondate, purché indiscutibili.
O la mente diventa un pezzo di legno invaso dai tarli.
Non sei sbagliata, hai solo bisogno di tornare dalla tua parte.
Alla fine, quello che ti salva non è dimenticare.
È scegliere ogni giorno di accettare, malgrado tutto, chi ti sta stressando.
È restare fedele a te stessa, anche quando il mondo ti mette alla prova.
È riconoscere che quello che ti succede dice molto di chi sta impegnando, fino all’esaurimento, le tue energie fisiche, mentali, spirituali, e molto poco di quanto vali davvero tu.
E questa, nel guazzabuglio delle ingiustizie quotidiane, a cui siamo tutti potenzialmente esposti, è la forma più potente, se non di libertà, almeno di liberazione e riscatto.
Non sentirti lasciata sola: ritrovati dentro la tua coscienza.
Lei non ti abbandona mai.
I L G I U S T O R I S P E T T O
Io non pretendo il rispetto
ma, se me lo dai, l’accetto,
purché sia proporzionale
al mio merito reale.
Che non sia troppo, né poco,
se no, buttalo nel fuoco.
I N C E R C A D I . . . . D I O
Anche la giornata più grigia,
se vuoi, può diventare luce.
Non perché cambi il cielo,
piuttosto perché cambi tu.
E impari a fidarti della vita,
anche quando non ti dà
ancora le risposte che cerchi.
Smetti di pretendere certezze
e inizia a cercare la verità.
Dio non sta dove lo cercavi,
ma dove non volevi guardare,
perché ti hanno insegnato
a credere senza domandare.
Dio c’è, ma dentro di te.
Ogni volta che l’uomo
tenta di rinchiudere Dio
in un tempio, in un nome,
in un’immagine, lui, invece,
ne esce, disintegra, distrugge
le tue certezze, per rivelare
una presenza più grande
e ti invita a seguirlo, ancora
una volta, nel deserto, perché
questo deserto, in fondo,
non è solo un luogo geografico,
ma è uno stato dell’anima,
è quello spazio vuoto
in cui cadono tutte le illusioni,
in cui le sicurezze si sgretolano,
in cui il rumore del mondo
si spegne e resti solo tu
con le tue domande umane.
Il deserto non è una punizione,
è una chiamata. Lì Dio si rivela,
non con tuoni e lampi,
ma con una voce leggera,
che non impone ma sussurra,
che non ordina ma invita,
e proprio lì, nel silenzio, accade
qualche cosa di rivoluzionario.
Scopri che Dio non è venuto
a risolvere i tuoi problemi,
ma a stare con te in mezzo ad essi,
che non è venuto a premiarti
per la tua purezza ed osservanza,
ma ad amarti nella tua fragilità.
Lui non chiede sacrifici ma verità,
non perfezione ma autenticità,
non rituali ma giustizia, non cieca
obbedienza, ma libertà responsabile.
E allora, nel profondo, capisci che
l’unico tempio è il cuore,
che la legge più grande non è
scritta nella pietra, oppure
nei sacri messali, ma è
dentro di te, nella tua coscienza.
Che il vero culto non è quello
fatto di parole e di gesti ripetuti,
ma quello che nasce da una vita
consapevole ed onesta, ma
giusta anche, e soprattutto,
per te, da cui puoi ricavare,
senza paura, la tua felicità.
Tu non sei nato soltanto
per sopportare ciò che ti pesa,
per cercare di salvare qualcosa
che non ti appartiene più.
Tu meriti pace, non catene.
L’amore di Dio per te coincide
con l’amore che hai per te stesso,
è vero amore perché e purché
ti lasci libero di essere come sei,
senza vincoli e precetti umani
imposti fuori della tua coscienza.
R I N A S C I T A
Il peso di ciò che
è già passato
e la paura di ciò
che potrebbe accadere
ti rubano la vita
che stai affrontando.
Ma tu sei qui.
E qui è dove
puoi rinascere.
A N D A T A E R I T O R N O O V V E R O I L S E N S O D E L L E C O S E
Io non ti amo più,
e direi una bugia se ti dicessi
ho voglia di stare con te,
non significhi più niente,
e mai più dirò
Io ti amo.
PROVATE ADESSO A LEGGERE DALLA FINE VERSO L’ INIZIO.
C O N S A P E V O L E Z Z A
“Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” non è solo un proverbio, è un principio psicologico.
Le persone che scegli di avere accanto riflettono – anche senza volerlo – parti di te.
Chi frequenti influisce sul tuo modo di parlare, di pensare, di vedere te stesso.
Ecco perché.
Se stai con chi ti svaluta, comincerai a dubitare del tuo valore.
Se stai con chi si lamenta sempre, vedrai solo problemi.
Se stai con chi ha paura, smetterai di rischiare.
Se stai con chi è vuoto, smetterai di cercare il senso delle cose.
Se stai con chi cresce, crescerai anche tu.
Se stai con chi ti rispetta, imparerai a rispettarti.
Se stai con chi crede in te, inizierai a crederci anche tu.
Non puoi cambiare da solo, se vivi in un ambiente che ti spinge a restare fermo.
Ogni relazione è una scelta di realtà.
Scegli chi ti fa bene.
I L T E M P O
C’è un giudice,
chiamato tempo,
che mette tutto e tutti
nel loro posto.
E la verità ha
sempre il tempo
dalla sua parte.
V I T T O R I A D I S I N N E R A W I M B L E D O N
Non sempre il più forte
è il più saggio:
la costanza vince
più del coraggio.
I N S O G N O
Nei miei sogni più belli,
mi sento protagonista
non così come sono,
ma come vorrei essere.
Non è il corpo l’attore,
ma sempre lo spirito.
Sono un vecchio giovane,
non un giovane vecchio.