A S C O L T O E C O M P R E N S I O N E
Non sai ascoltare la mia voce,
neanche se mi metto a gridare.
Se mi vuoi comprendere,
lo puoi fare anche
quando resto in silenzio
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
A S C O L T O E C O M P R E N S I O N E
Non sai ascoltare la mia voce,
neanche se mi metto a gridare.
Se mi vuoi comprendere,
lo puoi fare anche
quando resto in silenzio
R I T A
Quello che fai, sembra un lavoro invisibile, ma io lo noto e lo apprezzo. Te ne sono molto grato.
È un lavoro senza fine, senza orari, senza stipendio.
Non si nota quando fai tutto, ma si nota subito, quando non lo fai.
Non ci sono applausi, solo obblighi.
Anche quando riposi, la tua mente corre sempre al tuo “dovere”.
Che, per me, ha un altro nome.
C’è più da fare di quello che vorresti fare.
E se un giorno crolli, è subito emergenza.
Ma la verità è un’altra: stai portando avanti un mondo intero, da sola.
Grazie, Rita.
L E P E R S O N E F O R T I
Non sprecano energia per vendicarsi: sanno che la vita risponde da sola.
Non si confrontano, non restano dove il rispetto manca.
Non temono la solitudine, non chiedono attenzione.
Vivono senza scuse, non si fanno guidare dal passato, e non restano con chi le considera un’opzione.
Non hanno bisogno di alzare la voce.
Perché ricordano chi sono … anche quando fa male.
da YouTube
da QUORA
Scrive Murta P., corrispondente di QUORA.
C H E C O S A P I A C E A L L E D O N N E
C’è una citazione attribuita a Jung (perfettamente in linea con il suo pensiero) che amo molto:
“Il più grande privilegio di una vita è diventare sé stessi.”
Secondo me, risponde già alla domanda: “Cosa piace alle donne?”
Quando incontri qualcuno, il punto non è capire “cosa vuole”, ma chi sei tu mentre ti presenti.
Perché se metti una persona su un piedistallo prima ancora di conoscerla, non stai vedendo lei: stai idealizzando una tua proiezione.
Jung chiamava ombra tutto ciò che rimane nascosto dietro la maschera che costruiamo da bambini per compiacere, e da adolescenti per appartenere.
Integrare l’ombra significa smettere di recitare e lasciar emergere ciò che siamo davvero: desiderio autentico, curiosità, ironia, presenza senza bisogno.
Quando vivi così, non hai più necessità di chiederti “cosa piace”.
Cerchi semplicemente chi ti riconosce, chi ti vede senza che tu debba nasconderti.
Ti mostri, e chiedi all’altra persona di mostrarsi.
Le persone entrano nella nostra vita come possibilità.
Nessuno merita un piedistallo a priori – nemmeno dopo anni, nemmeno dentro una relazione.
Solo quando qualcuno ti incontra da pari può diventare protagonista insieme a te della tua storia.
Gli altri rimangono di passaggio, ed è naturale così: fa parte della fatica e della bellezza di diventare sé stessi.
Per questo, quando ti dicono “sii te stesso”, ti stanno dicendo solo metà della verità.
La parte difficile è scoprire chi è davvero quel “te”.
E questo vale anche per il rapporto con il gentil sesso, come per chiunque altro.
Non devi chiederti “cosa piace alle donne?” mettendo addirittura un intero genere sul piedistallo.
Chi è davvero se stesso si chiede al massimo:
“Come esprimo desiderio in modo autentico?”
Tutto il resto si costruisce a due.
Ma questa è un’altra storia.
N.d.R.: forse, la domanda giusta è: “chi sono io, quando incontro quella donna?”.
Non mi devo comportare come piace, genericamente, alle donne, magari compromettendo la mia genuinità, spontaneità, anche vulnerabilità o venendo meno ai miei connotati caratteriali per recitare una parte.
A mio avviso, il miglior modo di approcciare una donna è essere me stesso, senza infingimenti o mascherature che, presto o tardi, finirebbero per lasciare il tempo che trovano.
Avere una relazione con una donna è sempre una buona occasione per imparare ad essere se stessi o, addirittura, per migliorarsi.
L A M E N T E C O M E P R I G I O N E
A volte, la prigione non
è fuori, ma dentro di noi.
Non sono le mura che
ci intrappolano, sono i
nostri pensieri, le paure
che ripetiamo ogni giorno,
le credenze che ci dicono:
“Non puoi”. Le sbarre più
forti sono quelle che non
vediamo. Ma ecco la verità:
la stessa mente che ti
imprigiona, può liberarti.
Quando cambi i pensieri,
evadi dalla prigione.
E scopri che la porta
era sempre aperta.
@healingsoulmusic436
V O L A R E A L T O
Non aver paura di
essere solo.
Stare soli non è
una condanna,
ma un’opportunità.
Le aquile volano
da sole.
I piccioni volano
in gruppo.
Chi non ama la solitudine,
non ama neppure la libertà,
perchè soltanto quando si
è soli si è veramente liberi.
Arthur Schopenhauer
I L C E R V E L L O
Notoriamente il cervello è diviso in due parti, connesse ma distinte, che funzionano diversamente.
Se guardiamo un orologio solo con la parte sinistra del nostro cervello, vediamo esattamente che ore sono perché ci concentriamo sulle lancette.
Se lo guardiamo solo con la parte destra, ne vediamo la forma, il colore, altri particolari estetici, ma non ci interessa sapere che ore sono: è un particolare secondario.
F A R S I V O L E R B E N E
Ci vuole così poco
a farsi voler bene.
Una parola buona
detta quando conviene,
un semplice sorriso,
un po’ di gentilezza,
un gesto di amicizia,
a volte una carezza,
il cuore sempre aperto
verso ognuno che viene:
ci vuole così poco
a farsi voler bene.
N E V E R G I V E U P (Non rinunciare mai)
I vincenti non
rinunciano mai.
E i rinunciatari
non vincono mai.
A S P E T T A R E
Aspettare è un
grande sacrificio.
Sì, le cose grandi
richiedono tempo,
tuttavia, ne vale
sempre la pena.
I 90 indicatori che aiutano a comporre la classifica sono divisi in 6 grandi categorie tematiche: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia, società e salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero. Per ogni indicatore viene dato un punteggio da 0 a 1000 in base a un “senso di lettura” del parametro, e più la provincia è vivibile secondo quel parametro più punti ottiene.
Il Sole 24 Ore classifica le città per categorie e poi fa una media dei punteggi per ottenere la classifica generale: si può dunque sapere sia quali sono le città in cui si vive meglio in senso assoluto che quelle che vanno meglio nei diversi parametri, calcolati perlopiù tramite informazioni dalle banche dati ufficiali. Gli indicatori sono tutti certificati, forniti al giornale da fonti ufficiali, istituzioni e istituti di ricerca come il ministero dell’Interno o della Giustizia, Istat, Inps e Banca d’Italia, oppure forniti alla redazione da società o associazioni che fanno rilevazioni certificate. Nessun indicatore si basa su sondaggi.
Osservando solo le grandi città, si può notare un miglioramento rispetto alla classifica dello scorso anno: Bologna è salita di cinque posizioni, dal nono al quarto posto; Milano di quattro, dal dodicesimo all’ottavo, Roma è in 46esima posizione, ma 13 posizioni avanti rispetto al 2025. Solo Bari e Catania hanno perso posizioni, mentre Firenze e Messina risultano stabili. Molte grandi città del Sud sono nelle posizioni basse della classifica: Bari è 67esima, Messina 91esima, Catania 96esima, Palermo 97esima, Napoli 104esima e Reggio Calabria ultima per il secondo anno consecutivo.
T I E N I A M E N T E
Se hai cibo nel tuo frigo,
vestiti sul tuo corpo,
un tetto sulla tua testa,
e un posto dove dormire,
tu sei più ricco del 75%
delle persone al mondo.
Se hai denaro da spendere
come ti piace, e la libertà
di andare ovunque tu vuoi,
sei fra il 18% delle persone
più facoltose al mondo.
Se sei vivo oggi con più
salute che malattie, sei
più benedetto dei tre
milioni di persone che,
in questa settimana,
non sopravviveranno .
Se tu puoi leggere e capire
questo messaggio, sei più
fortunato dei tre miliardi di
persone, su questa terra,
che non possono vedere,
non possono leggere,
e non possono accedere
alla conoscenza ed a ogni
tipo di informazione.
N.d.R.: a tutto questo si aggiunga che noi, il cosiddetto “mondo occidentale”, che comprende l’Europa ed il Nord America, vale a dire circa 800 milioni di persone, per mantenere il tenore di vita che ci è proprio, consumiamo l’80% delle risorse della terra.
Il restante 20% è destinato ai circa 7 miliardi e mezzo degli altri abitanti sulla terra.
Non meravigliamoci troppo se alcune centinaia di migliaia di questi, ogni anno, cercano di migrare da noi, a rischio della vita, per trovare migliori condizioni per la loro esistenza.
da QUORA
Scrive Francisco Goya, corrispondente di QUORA
D O N N E S I N G L E
Il motivo per cui oggi esiste una quantità impressionante di donne mature single non è certo il complotto cosmico che qualcuno ama evocare, ma una rivoluzione silenziosa che ha cambiato più la psicologia sociale che la demografia: per la prima volta nella storia occidentale una generazione di donne non dipende da un uomo per sopravvivere, e quando smetti di essere obbligata a scegliere, inizi finalmente a scegliere davvero.
Molte non sono single perché “nessuno le vuole”, ma perché non hanno più intenzione di perdere tempo con uomini emotivamente analfabeti, narcisisti stanchi, eterni adolescenti travestiti da quarantenni, o soggetti incapaci di reggere una relazione che non sia centrata sul loro ombelico.
Da un punto di vista psicologico, queste donne hanno raggiunto un livello di autonomia affettiva che gli uomini della loro stessa età spesso non hanno sviluppato: sanno cosa vogliono, cosa non vogliono, e non hanno il terrore di restare sole perché hanno costruito un’identità che non crolla quando la relazione finisce.
Socialmente, paghiamo lo scotto di decenni in cui i rapporti erano basati più sui ruoli che sui sentimenti, e quando quei ruoli sono saltati, molti uomini si sono ritrovati senza gli strumenti emotivi per costruire legami paritari, mentre molte donne hanno imparato a respirare meglio da sole che male accompagnate.
Politicamente, il paradosso è che mentre qualcuno continua a predicare il ritorno alla famiglia “tradizionale”, è proprio l’assenza di politiche serie su lavoro, welfare, parità retributiva e conciliazione vita-lavoro ad aver spinto molte donne verso una indipendenza obbligata, che poi hanno scoperto essere anche una libertà insperata.
Quindi sì, ci sono molte donne mature single perché, per la prima volta, possono permettersi di esserlo senza pagare un prezzo sociale devastante, e soprattutto perché una relazione oggi deve migliorare la vita, non semplicemente riempirla: e quando gli uomini si presenteranno con maturità, empatia e capacità di costruire, le troveranno ancora lì — non in attesa, ma in cammino, disponibili solo a chi sa davvero camminare accanto.
I N V E C C H I A R E
La vera tragedia dell’invecchiare
non è diventare vecchi,
ma che l’anima resti giovane.
Oscar Wilde.
Se vuoi imparare a volare
bisogna che prima
cominci a precipitare.