È un vero peccato
che impariamo le lezioni
della vita solo quando
non ci servono più.
Oscar Wilde.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
È un vero peccato
che impariamo le lezioni
della vita solo quando
non ci servono più.
Oscar Wilde.
La sconfitta non è
il peggiore dei fallimenti.
Il vero fallimento è
non averci provato.
George Edward Woodberry.
L’esperienza non ha
alcun valore etico:
è semplicemente il nome
che gli uomini danno
ai propri errori.
Oscar Wilde.
Tutti gli uomini sbagliano,
ma solo i saggi
imparano dai loro errori.
Winston Churchill.
14 Marzo 2021.
Siamo, di nuovo, diventati ROSSI.
Ma non per la vergogna.
Quando impareremo?
L A M E Z Z A E T Å
Mezz’età è
quando hai
ancora voglia
di qualcosa,
ma poi non ti
ricordi di cosa.
Mezz’età è quando
vorresti fare della
ginnastica,
ma ci dormi su,
sperando che ti
passi la voglia.
Mezz’età è
quando il medico
ti consiglia di
fare degli esercizi
all’aria aperta….
e tu sali in macchina
e guidi col
finestrino aperto.
Mezz’età è quando cominci
a spegnere le luci
per questioni di economia
e non per incoraggiare un
avvicinamento romantico….
Nella mezz’età le cene
a lume di candela….
altro che romantiche!
Non riesci a leggere
il menù!
Mezz’età è quando,
invece di pettinarti,
cominci ad “accomodarti”
i capelli che ti rimangono.
Infanzia: epoca della vita
in cui facciamo delle smorfie
davanti allo specchio.
Mezz’età: epoca della vita
in cui lo specchio si vendica.
Sai di essere nella mezz’età
quando tutto quello che
Madre Natura ti ha dato,
Padre Tempo comincia
a riprenderselo.
Mezz’età è quando
smettiamo di criticare
la generazione più vecchia
e cominciamo a criticare
la generazione più giovane.
Mezz’età è quando
non abbiamo più l’età
per dare dei cattivi
esempi e ….passiamo
a dare dei buoni consigli….
(di cui tutti ridono a crepapelle).
Mezz’età è
quando
sappiamo
tutte le
risposte….
ma nessuno ci
chiede più nulla.
Nulla possiamo
davanti al
nascere o
al morire;
l’unica cosa che
possiamo fare
è assaporare
l’ “intervallo”.
Ci sono tre età
nella vita:
infanzia,
giovinezza e….
“ma come ti trovo bene!”.
Sei nell’età di mezzo?
Coraggio!
Il peggio deve ancora venire!
Dopo aver ascoltato, su YOUTUBE, una bella canzone della mia gioventù, leggo, fra i tanti dello stesso tenore, un commento rilasciato da un utente:
“….che tempi! Non avevamo niente e avevamo tutto. Oggi i giovani hanno tutto ma, poverini, non hanno niente!”
T H E S C A R S.
Don’t ever be ashamed of the scars life has left you with.
A scar means you conquered the pain, learned a lesson, grew stronger and moved forward.
A scar is the tattoo of a triumph to be proud of.
Don’t allow your scars to hold you hostage.
Don’t allow them to make you live your life in fear.
You can’t make the scars in your life disappear, but you can change the way you see them.
You can start seeing your scars as a sign of strenght and not of pain.
L E C I C A T R I C I
Non vergognarti mai delle cicatrici che la vita ti ha lasciato.
Una cicatrice significa che hai vinto il dolore, hai imparato una lezione, sei diventato più forte e sei andato avanti.
Una cicatrice è il tatuaggio di un trionfo di cui essere orgogliosi.
Non permettere alle tue cicatrici di tenerti in ostaggio.
Non permettere che ti facciano vivere la tua vita nella paura.
Non puoi far sparire le cicatrici della tua vita, ma puoi cambiare il modo in cui le vedi.
Puoi iniziare a vedere le tue cicatrici come un segno di forza e non di dolore.
R I F L E S S I O N E
Il mondo non sarà mai
dei cretini istruiti,
sarà, bensì, retaggio
dei saggi istruiti.
Non sembri una banalità,
perché la parola chiave,
quella che fa la differenza,
non è “cretini” o “saggi”,
ma, piuttosto, “istruiti”.
Di solito, un giovane
è più cretino che saggio;
di converso, un vecchio
è più saggio che cretino.
Comunque sia, la loro istruzione
sarà sempre discriminante.
Talvolta accade che un giovane,
cretino, abbia successo.
Se non sarà istruito, questo
successo sarà effimero,
perché dipende solo
dalla sua gioventù.
Ma, più spesso, un vecchio,
saggio, non avrà séguito,
pur essendo istruito,
perché non cercherà il successo,
gli basterà l’istruzione,
che sarà il premio a se stesso.
La sua “cultura di vita” è
il suo successo autoappagante.
Ma, in questo rinchiudersi
nella sua “turris eburnea”,
c’è un anello debole
nella catena di trasmissione
della cultura di un popolo, che
è una continua sedimentazione,
una stratificazione dei “saperi”
condivisi perché comunicati.
Un vecchio saggio non può
permettersi il lusso di portare
con sé, nella tomba, il “tesoro”
della sua cultura, cioè le conoscenze,
le sensibilità, le esperienze migliorative,
che hanno accompagnato il suo
personale percorso di vita.
Deve spargerlo ed espanderlo,
per condividerlo e metterlo
a disposizione degli altri,
se non di tutti, almeno di coloro
che ne sapranno cogliere la traccia.
Solo così, potrà ritagliarsi
una piccola fetta di eternità.
La gente crede solo
a quello che sa già.
Umberto Eco.
N.d.R. Mi permetto di integrare il pensiero:
La gente crede solo
a quello che sa già,
o a quello che crede
di sapere già.
L E D O N N E E LA C H I E S A
Il Cristianesimo, come il Giudaismo e l’Islamismo, è stato progettato per realizzare un altro punto fondamentale del Ordine del Giorno Rettiliano: la soppressione dell’energia femminile, cioè del legame intuitivo con i livelli superiori della nostra coscienza multidimensionale. Se sopprimi la tua energia femminile, la tua intuizione, spegni la tua coscienza superiore e finisci per essere dominato dalla coscienza inferiore.
Così facendo, non puoi accedere alla tua più elevata dimensione di amore, saggezza e conoscenza, e sei in balia di informazioni “manipolate” che ti bombardano occhi ed orecchie.
È questo il motivo per cui la Confraternita Babilonese ha cercato di creare un mondo in cui l’energia maschile fosse dominante, almeno a livello superficiale. L’atteggiamento che noi definiamo da “uomo macho” è quello tipico di una persona privata dell’energia femminile e, quindi, profondamente squilibrata.
Notate che, nel Credo Niceno di Costantino, non vi è alcun riferimento alle donne. Si dice che Dio si è incarnato in Gesù “per noi uomini e per la nostra salvezza”.
Il Cristianesimo fu una roccaforte maschile fin dalle sue fondamenta, creata per sopprimere la riequilibrante energia femminile. I padri fondatori della Chiesa, come Quinto Tertulliano, bandirono le donne dall’ufficio sacerdotale, proibendo loro persino di parlare in chiesa.
Fu solo al Concilio di Trento, nel 1545, che la Chiesa Cattolica decise ufficialmente che anche le donne avevano un’anima, e questa decisione fu presa con un margine di soli 3 voti!
I semi di questo dogma antifemminile tipico della Chiesa Cristiana si riscontrano anche in quello specchio del Cristianesimo che è lo Zoroastrismo, la setta del profeta (mitico Dio-Sole) Zoroastro.
Questa religione nacque, ancora una volta, in Persia, in una zona oggi appartenente alla Turchia, dove sorgono le montagne del Taurus e la città di San Paolo, Tarso.
(N.d.R. Si vede che, da quelle parti, era diffusa questa mentalità).
Zoroastro mostrava un violento atteggiamento misogino e affermava che “nessuna donna può entrare in Paradiso, eccetto quelle che si sottoponevano al controllo da parte dell’uomo e che consideravano Signori i loro mariti“.
Quest’intera filosofia è quasi una ripetizione letterale del Brahamanesimo, l’orrendo credo induista introdotto in India dagli Ariani molti secoli prima.
San Paolo continuò ad attuare il suo piano ostile alle donne, in conformità con i dettami Cristiani, aprendo la strada alla tremenda persecuzione delle donne che si consumò nei quasi duemila anni successivi.
Tra le perle di San Paolo si legge:
“Mogli, sottomettetevi ai vostri mariti, poiché il marito è il capo della moglie, come Cristo è capo della Chiesa. Ora, se la Chiesa si sottomette a Cristo, allo stesso modo le mogli si devono sottomettere, in ogni cosa, al marito“.
(N.d.R. Cristo non era il capo di nessuna Chiesa. È stato proprio Paolo di Tarso a fondare la Chiesa Cristiana, ma non aveva il mitico carisma di Cristo. Inoltre trovo il parallelismo del tutto fuori luogo, capzioso e arrogante).
E:
“Non tollero né che una moglie educhi, né che usurpi l’autorità dell’uomo, ma solo che resti in silenzio”.
Sant’ Agostino di Ippona, come la maggior parte dei personaggi della Chiesa, proveniva dall’Africa del Nord.
Da giovane nutrì insaziabili voglie sessuali, ma, all’età di 31 anni, dopo la presunta conversione al Cristianesimo, cambiò drasticamente condotta di vita e decise che il sesso era una cosa orrenda. Sapete, un po’ come fanno i fumatori quando smettono. Non permetteva a nessuna donna di entrare in casa sua se non accompagnata, e questo valeva persino per sua sorella. Ma non riuscì ad escogitare un modo alternativo di procreare, per cui fu costretto ad accettare il sesso, per evitare l’estinzione dell’umanità.
Tuttavia, insistette sul fatto che, per nessuna ragione, esso dovesse essere una fonte di piacere.
Io ci ho provato, ma non funziona.
Ma questa era l’idea della sessualità che aveva Agostino:
“I mariti amino le loro mogli, ma le amino castamente. Indugino nella carne solo nella misura in cui ciò è necessario per la procreazione dei figli. Dal momento che non è possibile generare figli in alcun altro modo, dovete abbassarvi a ciò contro la vostra volontà, poiché questo è il castigo di Adamo”.
Queste posizioni portarono, per gradi, all’imposizione del celibato al clero da parte di Papa Gregorio VII nel 1074.
Esatto, oggi nella Chiesa Cattolica i sacerdoti sono celibi perché questo è quello che ha deciso un Papa un migliaio di anni fa, e un’infinità di bambini, violentati da uomini di Chiesa, frustrati e squilibrati, ne hanno pagato le conseguenze.
Agostino collegava il sesso al peccato originale, all’idea, cioè, che nasciamo tutti peccatori, poiché discendiamo da Adamo ed Eva. Gesù, secondo la sua teoria, fu l’unico a nascere senza peccato originale, poiché fu concepito da una vergine.
Miliardi di persone sono state controllate e manipolate in questo modo, poiché il Credo Cristiano ha insinuato la paura, il senso di colpa e la violenza nel profondo dello spirito umano.
A dire il vero, anch’io credo nel peccato originale. Alcuni dei miei “peccati” sono stati molto originali.
Se dovete proprio peccare, fatelo in modo originale, questo è ciò che vi dico.
David Icke Il segreto più nascosto.
N.d.R. Mi piacerebbe raccogliere qualche commento da parte delle rappresentanti del gentil sesso.
Ricevo da un’amica
“Se ne vanno.
Mesti, silenziosi,
come, magari
è stata umile
e silenziosa
la loro vita,
fatta di lavoro,
di sacrifici, tanti.
Se ne va una
generazione, quella
che ha visto la guerra,
ne ha sentito l’odore
e le privazioni,
tra la fuga in un
rifugio antiaereo
e la bramosa ricerca
di qualcosa per sfamarsi.
Se ne vanno mani
indurite dai calli,
visi segnati da
rughe profonde,
memorie di giornate
passate sotto
il sole cocente o
nel freddo pungente.
Mani che hanno
spostato macerie,
impastato cemento,
piegato ferro, in
canottiera e cappello
di carta di giornale.
Se ne vanno
quelli della Lambretta,
della Fiat 500 o 600,
dei primi frigoriferi,
della televisione
in bianco e nero.
Ci lasciano, avvolti
in un lenzuolo, come
Cristo nel sudario,
quelli del boom economico
che, con il sudore,
hanno ricostruito
questa nostra nazione,
regalandoci quel benessere
di cui abbiamo
impunemente approfittato.
Se ne va l’esperienza,
la comprensione,
la pazienza,
la resilienza,
il rispetto, pregi
oramai dimenticati.
Se ne vanno
senza una carezza,
senza che nessuno
gli stringesse la mano,
senza neanche
un ultimo bacio.
Se ne vanno i nonni,
memoria storica
del nostro Paese,
patrimonio della
intera umanità.
L’Italia intera deve
dirvi GRAZIE e
accompagnarvi in
quest’ultimo viaggio
con 60 milioni
di carezze…❤?”
RICEVUTO da Dott.Begher, pneumologo ospedale S.Maurizio.
Sono uno che archivia il passato,
che si astiene dal presente
e che disdice il futuro.
Ma, senza amarezza,
dignitosamente,
sono grato
alla vita.
Ciao.
La gioventù,
a cui si perdona tutto, (a cui noi perdoniamo tutto, cioè siamo indulgenti)
non si perdona nulla. ( non perdona niente a se stessa)
Alla vecchiaia,
che si perdona tutto, (che perdona tutto a se stessa, cioè è indulgente)
non si perdona nulla. (noi, invece, non perdoniamo niente)
G.B.Shaw