Numero3720.

da  QUORA

 

Scrive Marco, corrispondente di QUORA

 

PERCHÈ  MOLTE  DONNE  TROVANO  ATTRAENTI  GLI  UOMINI  PIU’  ANZIANI?

 

L’altra sera ero al bancone di un locale e osservavo un uomo brizzolato ordinare da bere per sé e per la ragazza trentenne che lo accompagnava: lei lo guardava con un fascino e una dedizione totali.
Non era una questione di portafogli o di macchine parcheggiate fuori, ma di quell’aura impercettibile di chi ha smesso di dover dimostrare qualcosa al mondo.

Molti uomini pensano che l’interesse delle donne verso uomini più grandi sia solo cinismo o calcolo economico.

Credere a questa rassicurante bugia è l’errore che ti condanna a non capire mai come funzionano realmente le donne.

La verità cruda è che l’attrazione femminile risponde alla stabilità emotiva.

Un uomo maturo ha già incassato i colpi della vita, ha superato i suoi fallimenti e non va in crisi esistenziale al primo imprevisto.

Mentre un ventenne è ancora schiavo delle proprie insicurezze e cerca costanti conferme esterne, un uomo più grande esercita una leadership naturale e silenziosa. È una presenza solida che guida e rassicura, senza alcun bisogno di fare la voce grossa.

Le donne sono biologicamente cablate per cercare questa centratura.

Desiderano un partner capace di prendere il timone quando le situazioni si complicano, non un coetaneo che si lascia prendere dal panico insieme a loro.

L’età anagrafica è solo un indicatore, ma il vero magnete è la capacità di gestire la pressione.

Saper prendere decisioni scomode, mantenere i nervi saldi e non perdersi in inutili drammi emotivi quotidiani.

Il vero paradosso?

Tu magari continui a logorarti cercando di sembrare più giovane, rincorrendo le mode dei ragazzini o nascondendo le rughe. Invece, la tua arma di seduzione più letale è esattamente quell’esperienza e quel vissuto che stai cercando di mascherare.

Smetti di rincorrere la giovinezza e inizia a incarnare l’autorità discreta della tua età avanzata, ma esperta.

Numero3718.

 

I L    B E L    P A E S E

 

analfabetismo diffuso,

maleducazione generale,

disprezzo delle regole civili,

illegalità tollerata,

superstizioni antiscientifiche

elevate a legitttime opinioni,

ignoranza genitoriale,

violenza giovanile pubblicamente

e impunemente vantata,

mafia, camorra e ‘drangheta,

contaminanti la società popolare,

ammirate e imitate perfino

a livello interpersonale,

corruzioni a tutti i livelli

anche nei rapporti privati,

il dio denaro che sostituisce

quello di una fede stanca,

sempre più percepita come falsa,

privilegi di troppe caste

imprenditoriali, religiose e politiche,

dignità sentimentale e assistenza

trascurate e sempre più vilipese:

dove sono di casa tutte queste

esecrabili abitudini di vita?

Ce ne sarebbero altre da citare,

ma bastano queste per identificare

quello che, un tempo, era

e avrebbe potuto essere

il più bel paese del mondo?

 

 

Numero3716.

 

P A R O L E    D I    G E S U’    D A I    V A N G E L I    A P O C R I F I

 

 

Il regno dei cieli è

dentro il corpo umano,

nascosto nel silenzio

dei vostri pensieri.

 

 

Non costruite templi di pietra,

perché essi si sgretoleranno.

Costruite invece templi del cuore,

perché essi sono eterni.

Numero3714.

 

E D U C A Z I O N E    S E N T I M E N T A L E

 

Quella sensazione di non essere mai abbastanza non è un difetto della tua personalità.

È ciò che succede quando cresci sentendoti invisibile, quando nessuno ti ha mai restituito il riflesso del tuo valore.

Se nessuno ti ha insegnato a fidarti di te, cerchi continuamente il tuo valore fuori: nelle reazioni degli altri, nei loro sguardi, nelle loro parole.

Un feedback di validazione

E la vita, le relazioni, gli amori si trasformano in esami da superare.

Ma quanto sarebbe tutto più semplice se non ci avessero fatto credere che l’amore vada guadagnato.

 

@stanzazen.

Numero3713.

 

A L C H I M I A    D E L L ‘  A T T R A Z I O N E

 

La vera attrazione fra due persone risiede nel cervello?

 

da  QUORA

risponde Marco, corrispondente e commentatore.

 

Siamo ossessionati dalla perfezione estetica, dai fisici scolpiti e dai visi simmetrici, ma la verità cruda è questa: il corpo più bello del mondo diventa insopportabilmente noioso, dopo qualche mese, se in quel corpo non c’è una mente in grado di tenerti testa e corrisponderti validamente.

Quindi, sì. La vera attrazione risiede nel cervello.

Anzi, ti dirò di più: il cervello è il vero, e più potente, organo sessuale.

Qualche anno fa ho avuto l’occasione di frequentare una donna che sembrava uscita dalla copertina di una rivista. Fisicamente impeccabile, il tipo di presenza che fa zittire un’intera stanza quando entra. Per le prime settimane, lo ammetto, ero totalmente accecato dall’estetica.

Eppure, ricordo perfettamente il momento esatto in cui tutto è crollato.

Eravamo a cena. Lei parlava ininterrottamente, ma era una conversazione drammaticamente vuota. Non c’era scambio, non c’era curiosità per il mondo, non c’era quella scintilla di imprevedibilità o di ironia.

Guardavo il suo viso perfetto e, all’improvviso, ho provato la sensazione più letale in assoluto: la noia profonda. L’attrazione si era letteralmente polverizzata, evaporata tra un bicchiere di vino e un discorso superficiale.

Mesi dopo, la vita mi ha messo davanti a una situazione opposta.

Ho conosciuto una persona che non rispecchiava i canoni classici della modella irraggiungibile. Ma aveva un modo di osservare le cose che mi disarmava.

Una sera, dopo un evento, siamo finiti a parlare in macchina fino alle quattro del mattino. Abbiamo smontato le nostre paure, riso delle nostre ambizioni e discusso di come vediamo il mondo.

In quel momento ho sentito un “click” devastante, un magnetismo che non avevo mai provato. La sua intelligenza stava letteralmente spogliando la mia.

Lì ho compreso la differenza abissale tra desiderare semplicemente un corpo e desiderare ferocemente una persona.

L’attrazione fisica è il biglietto da visita. È l’istinto animale, il marketing che ti fa entrare nel negozio.

Ma l’attrazione mentale è la vera colla che ti fa decidere di restare. È la rara capacità di perdersi in una conversazione per ore. È il riuscire a capire l’umorismo tagliente dell’altro con un solo sguardo incrociato in mezzo alla folla. È trovare profondamente eccitante il modo in cui quella persona risolve un problema, difende le sue idee o ti sfida a non accontentarti.

La pelle invecchia, i muscoli cambiano, l’abitudine inevitabilmente subentra. Ma la complicità intellettuale non ha rughe.

Quando trovi qualcuno che stimola il tuo cervello, che ti capisce senza bisogno di spiegare ogni virgola e che ti spinge oltre i tuoi limiti, l’attrazione fisica non scompare: si trasforma e si amplifica a livelli che la pura estetica non potrà mai, in nessun caso, raggiungere.

Alla fine, la vera domanda da farti oggi è questa: la persona che hai accanto (o che stai cercando) ti fa solo venire voglia di toglierti i vestiti, o ti fa venire voglia di abbassare le tue difese e scoprire chi sei veramente?

 

N.d.R. : Esistono diverse forme di attrazione. Quella più esaltante, qualitativamente più accrescitiva e appagante, è la simbiosi con una persona che ci fa sentire capiti, che fa realizzare noi stessi attraverso la scoperta di aspetti in noi nascosti o accantonati, che ci fa essere, sentirci e apprezzarci come vorremmo sempre, che ci fa interpretare la nostra versione migliore.
È attraverso questa persona che noi ci amiamo e ci compiaciamo.

Ed è questo che noi chiamiamo amore: la forma più sofisticata e raffinata di egoismo.

Apparentemente, ufficialmente, è rivolto verso l’altro, mentre, in realtà, è amore per se stessi.

Ma nessuno vuole ammetterlo: sarebbe poco elegante.

È così che intende l’amore Friedrich Nietzsche, quando afferma, in un suo famoso, paradossale aforisma, che “Una madre non ama il figlio, ama se stessa attraverso il figlio”.
Intende dire che la madre, mettendo al mondo un figlio, crea il miracolo della vita, che lei sente come autorealizzazione sublime della propria natura: è autoaffermazione ed è, in realtà, un compiacimento egoistico autoreferenziale.

Senza essere così tranchant, ritengo che l’amore di una madre sia un amore doppio: quello per il figlio e quello per se stessa.

È per questo che l’amore materno è il più grande amore del mondo.

Nel Vangelo di Matteo (Matteo 3, 13-17), si legge questa frase: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”: è la solenne proclamazione di Dio, durante il Battesimo di Gesù e la Trasfigurazione.

Il Padre attesta l’identità di Gesù come Messia amato, confermando la sua missione, la sua natura divina e il compiacimento divino per la sua obbedienza.

Quindi, Dio manifesterebbe il suo amore per il mondo attraverso il figlio e le sue opere, realizzando se stesso, nella sua immanenza nel creato.

Mi ricorda molto lo scienziato-filosofo Federico Faggin che parla dell’ “Uno” olistico, che vuole conoscere se stesso attraverso il mondo materiale.

Non si capisce, tuttavia, quanto grande sia l’amore di Dio per il figlio, se lo manda a morire per redimerci dai peccati: forse amerebbe più noi uomini che suo figlio.

Ipse dixit. (Se l’ha detto lui).

Numero3708.

 

S E I    Q U E L L O    C H E    F A I

 

La tua identità si forma attraverso e dipende da ciò che pratichi ripetutamente.

Ripetere un comportamento lo rende parte di te.

Le abitudini quotidiane costruiscono auto-percezione e creano sicurezza interna.

Ogni azione rafforza l’immagine che hai di te stesso.

Non diventi ciò che desideri razionalmente, ma ciò che ripeti continuamente.

Il tuo carattere è la somma delle tue azioni ripetute, anche quelle inconsapevoli.

E allora.

Non odiare: la negatività ritrova sempre la strada di casa.

Sorridi e sii grato: la gioia attira fortuna.

Sii il primo a tendere la mano: la benignità torna come una benedizione.

Fare del male accumula peso nell’anima, donare benessere accumula fortuna.

Tieni la casa in ordine: la fortuna ama l’armonia.

Guarda il lato positivo delle cose: la vita segue i tuoi pensieri.

E, soprattutto, credi in te stesso. Sempre.

 

Ispirato a @ilmegliodeilibri  e  #healing soul music

Numero3707.

 

P E N S I E R I    P E R    S O G N I

 

Ad un certo punto, smetti

di combattere per

far funzionare qualcosa,

non perché non ci

credi più, ma perché inizi

a credere più in te.

Capisci che non è rotto,

è diventato stretto,

e la tua vita non è un posto

dove stai per dovere,

ma è un posto in cui puoi

respirare per scelta.

Inizia il tuo domani, come

si inizia a guarire,

smettendo di tenere stretto

ciò che ti fa male,

lasciando andare il fardello

delle aspettative,

dei rimpianti, delle persone

che ti chiedono

di spegnerti per restare, fai

spazio a ciò che

ti rende più vera, più tua.

Se non nella realtà,

almeno, in un bel sogno.

Numero3697.

 

A N C H E    S E    N O N    È   A N C O R A

A R R I V A T A    L A    M I A    O R A

 

TESTIMONIANZA   SPIRITUALE

DI   ALBERTO

AUTORE   DI   QUESTO   BLOG

 

Meditazione interiore sul vivere, pensare e morire

Vivere non è accumulare anni, eventi, traguardi. È abitare la propria coscienza giorno per giorno, riconoscere il proprio limite, e restarvi fedeli senza rimpianti.

Vivere è camminare nel tempo sapendo di non possederlo, lasciare che ogni gesto, ogni parola, ogni silenzio abbia il peso giusto e la leggerezza dell’essenziale.

Io non ho cercato il rumore, ma la verità sobria delle cose, l’armonia discreta tra il pensiero e l’azione, la bellezza muta di chi fa senza pretendere, di chi dona senza chiedere nulla in cambio.

Vivere, per me, è stare, con onestà e coerenza, nella porzione di mondo che mi è stata data. E renderla un po’ più chiara, anche solo con un pensiero limpido.

 

Ho pensato non per possedere il mondo, ma per non lasciarmi possedere da illusioni.

Il pensiero è stato il mio strumento di verità, la mia difesa contro il facile, il vuoto, il già detto.

Non ho mai usato il pensiero per costruire torri, ma per discendere in me stesso, e trovare lì non certezze assolute, ma coerenza interiore.

Pensare, per me, è stato un atto di rispetto verso l’essere, un modo per rendere onore a ciò che esiste senza pretendere spiegazioni.

E nella solitudine del pensiero, ho trovato compagnia: quella di chi, nel passato e nel futuro, condivide il mio stesso bisogno di luce.

 

Morire non è spegnersi, ma restituirsi. Non è un’ingiustizia, ma un atto naturale della coscienza che si ritira, non per fuggire, ma per ricongiungersi.

Non mi interessa sopravvivere nei nomi, nelle immagini, nei ricordi. Mi basta sapere che ciò che ho compreso non va perduto, ma si riversa, come linfa, nel campo più vasto dell’umano.

La morte non è fine, ma dissoluzione dell’individuo nel Tutto da cui proviene. Non c’è nulla da temere in ciò che è necessario, e nulla da rimpiangere quando si è stati coscienti fino in fondo.

Morire è congedarsi in silenzio, come si fa quando si è detto tutto senza gridare. E il mio congedo sarà discreto, ma pieno di verità.

Epílogo

Ho vissuto. Ho pensato. Ho amato il mondo non per ciò che mi ha dato, ma per ciò che mi ha insegnato.

E quando sarà ora, semplicemente, mi ritirerò, con la stessa sobria dignità con cui sono venuto.

Grazie.

Numero3688.

 

L E G G I    D E L    K A R M A

 

La Grande Legge:

qualunque energia e pensiero tu emetta nell’universo tornerà a te, nel bene e nel male.

La Legge della Creazione:

la vita non accade semplicemente: devi agire e far sì che le cose succedano, invece di aspettare che tutto si sistemi magicamente.

La Legge dell’Umiltà:

sii abbastanza umile da accettare e comprendere che la tua situazione attuale è il risultato delle tue azioni passate.

La Legge della Crescita:

concentrati sul controllare te stesso, non gli altri. Il vero cambiamento inizia dall’interno, quindi dai priorità alla tua crescita personale.

La Legge della Responsabilità:

qualunque cosa accada nella tua vita, accade a causa tua, e devi assumertene la responsabilità. Sei il risultato delle scelte che fai.

La Legge della Connessione:

passato, presente e furturo sono tutti collegati. Le tue azioni passate plasmano chi sei oggi, e le scelte che fai ora determineranno chi diventerai domani.

 

@DianaUrsu

 

Numero3664.

 

C O M E    T I    T R A T T I

 

Il modo in cui tratti il tuo corpo è la firma di come ti stai amando.

Perchè il corpo non è un contenitore neutro, è la prima casa della coscienza, è il luogo in cui la vita diventa esperienza.

E ogni volta che lo usi come se fosse un oggetto, nel cibo, nelle sostanze, nel sonno, nel sesso, nella fretta, stai dicendo una cosa sola, anche se non te ne accorgi: io posso farmi questo male.

Le persone pensano che sia solo dipendenza, solo vizio, solo impulso.

E la componente biologica esiste, certo, perché i circuiti del piacere dell’abitudine son potenti e il cervello cerca sempre scorciatoie, quando è stressato, ferito.

Però, a livello più profondo, c’è solo una domanda che guida tutto: mi sento degna di cura oppure no?

E qui arriva il punto più vero: la qualità dell’amore per te stessa influenza le tue scelte proprio quando sei più vulnerabile, quando sei stanca, quando sei sola, agitata, quando ti manca qualcosa in cui spegnerti in fretta.

Se non ti senti degna, allora ti tratti come un luogo in cui si può entrare senza bussare.

E questo vale per il cibo spazzatura, che è anche quantità, per l’alcol, per una sigaretta, per le sostanze e anche per l’intimità.

Quando il sesso diventa una sera da riempire, un vuoto da anestetizzare occasionalmente, un’identità da confermare in cinque minuti.

Attenzione, non lo fai perché sei sbagliata.

Lo fai perché una parte di te sta cercando regolazione, contatto, riconoscimento, soltanto che li cerca nel modo più veloce.

E ciò che è veloce raramente è intimo, raramente è cura, ma spesso è soltanto tregua.

L’amore per te stessa si vede così, non da quello che dici, ma da quello che scegli quando nessuno ti guarda, soprattutto nei momenti in cui potresti farti del male senza che nessuno lo noti.

E quando l’amore per te cresce cambia una cosa.

Inizi a non offrirti più a ciò che ti consuma.

Inizi a selezionare tutto ciò che ti nutre.

Inizi a proteggere la tua sensibilità come si protegge una fiamma dall’acqua, ma non perché diventi perfetta, ma perché, finalmente, ti consideri e vuoi che tutto ciò che arriva a te sia cura, sia amore.

 

@DavideRaia

Numero3657.

 

I M P A R I A M O

 

Più diventi silenzioso, più riesci a sentire ciò che conta davvero.

Non inseguire nulla: ciò che è destinato a te si muove verso la quiete.

Una mente lucida è più forte di una mente occupata.

La felicità si trova nella disciplina, non nel desiderio.

Chi padroneggia la pazienza, padroneggia la vita.

Soffri perché lotti contro ciò che è.

Meno possiedi, più leggero diventa il tuo cuore.

La rabbia è come un carbone ardente: brucia solo la mano che lo stringe.

La routine vissuta con consapevolezza diventa meditazione.

La vera forza è essere gentili quando è più difficile.

L’ego urla, ma la saggezza sussurra.

Quando smetti di correre, la vita comincia a rivelarsi.

 

@DianaUrsu

Numero3656.

 

L A    V I T A    C H E    S T A I    V I V E N D O

 

Sei completamente responsabile

della vita che tu stai vivendo.

Le scuse proteggono soltanto

i tuoi limiti, mai il tuo futuro.

Nulla cambia finché non cambi tu:

la tua vita è il riflesso delle tue

abitudini, non delle tue speranze.

Numero3632.

 

C O M E    A M A R E    S E    S T E S S I

 

Meno confini.
Dì di no.
Dimentica chi ti dimentica.
Balla in cucina.
Ascolta il tuo istinto.
Prenditi tempo per te.
Fai ciò che ami.
Mangia i tuoi piatti preferiti.
Riprendi quel libro che …
Esprimi i tuoi bisogni e desideri.
Riconosci il tuo valore.
Non accontentarti.
Lascia andare ciò che non ti fa bene.
Dì di sì alle cose che ti rendono felice.
Smetti di compiacere gli altri.
Allontanati da chi ti manca di rispetto.
Respira aria fresca.
Fai esercizio.
Fai una cosa alla volta.
Liberati dalle etichette.
Ricorda che l’amore parte da te.
Non spiegarti a chi non vuole capire.
Esci da solo.
Parlati con gentilezza.
Prenditi cura di te.
Esplora cose nuove.
Cresci.
Cambia.
Evolviti.
Diventa il genitore di cui avresti avuto bisogno.
Mantieni le promesse che ti fai.
Non farti definire dalle opinioni degli altri.
Ricorda che le persone ti danno ciò che sono, non ciò che meriti.
Smetti di paragonarti agli altri.
Scegli la felicità invece della comodità.

 

@stanzazen

Numero3626.

 

C A M B I A    L A    M E N T E    E    C A M B I    L A    V I T A

 

Ogni cambiamento esterno inizia sempre con un programma immateriale, con qualcosa di invisibile: il modo in cui pensi.

Se continui a ripetere gli stessi pensieri, continui a creare le stesse emozioni e, quindi, le stesse azioni.

La mente è il laboratorio in cui nasce la tua realtà quotidiana.

Se la tua mente è incartapecorita, sclerotizzata, mummificata non potrà mai organizzare nessuna modifica possibile: cambiare lo stato materiale delle cose, senza cambiare le tue idee su queste cose, peggiora ancor di più la situazione.

Se la realtà della tua vita non ti soddisfa, e non ne puoi più, vuol dire che il modo in cui hai pensato finora è sbagliato.

Quando prendi atto che ciò che credi impossibile modificare è, in realtà, ciò che ti blocca, e sei costretto ad ammetterlo, cambi ciò che sei disposto a fare.

Non è il mondo fuori che ti blocca, ma i programmi che ripeti dentro di te.

Il bene e il male della tua vita vengono esclusivamente e sempre dal bagaglio di convinzioni e preconcetti, apparentemente inalterabili, della tua mentalità.

Ogni pensiero consapevole è un atto di creazione, ogni nuova visione è un primo passo verso una vita diversa.

Allenare la mente richiede presenza, intenzione, costanza.

Ma quando inizi a farlo, il corpo segue, le scelte cambiano e la direzione si riallinea.

La trasformazione non è immediata, ma è praticabile anzi, inevitabile, quando cambia il tuo stato mentale.

Oggi, scegli un pensiero che apre una nuova possibilità.

 

da  @ilmegliodeilibri  con integrazioni personali.