Numero3606.

 

R I T A

 

Quello che fai, sembra un lavoro invisibile, ma io lo noto e lo apprezzo. Te ne sono molto grato.
È un lavoro senza fine, senza orari, senza stipendio.
Non si nota quando fai tutto, ma si nota subito, quando non lo fai.
Non ci sono applausi, solo obblighi.
Anche quando riposi, la tua mente corre sempre al tuo “dovere”.
Che, per me, ha un altro nome.
C’è più da fare di quello che vorresti fare.
E se un giorno crolli, è subito emergenza.
Ma la verità è un’altra: stai portando avanti un mondo intero, da sola.

Grazie, Rita.

Numero3601.

 

V O L A R E    A L T O

 

Non aver paura di

essere solo.

Stare soli non è

una condanna,

ma un’opportunità.

Le aquile volano

da sole.

I piccioni volano

in gruppo.

 

Chi non ama  la solitudine,

non ama neppure la libertà,

perchè soltanto quando si

è soli si è veramente liberi.

 

Arthur Schopenhauer

 

Numero3599.

 

I L    C E R V E L L O

Notoriamente il cervello è diviso in due parti, connesse ma distinte, che funzionano diversamente.

Se guardiamo un orologio solo con la parte sinistra del nostro cervello, vediamo esattamente che ore sono perché ci concentriamo sulle lancette.

Se lo guardiamo solo con la parte destra, ne vediamo la forma, il colore, altri particolari estetici, ma non ci interessa sapere che ore sono: è un particolare secondario.

Numero3596.

 

F A R S I    V O L E R    B E N E

 

Ci vuole così poco

a farsi voler bene.

Una parola buona

detta quando conviene,

un semplice sorriso,

un po’ di gentilezza,

un gesto di amicizia,

a volte una carezza,

il cuore sempre aperto

verso ognuno che viene:

ci vuole così poco

a farsi voler bene.

Numero3590.

 

A    C H I    C A P I S C E

 

La mia vita sta passando,

bene o male non saprei,

perché io sto invecchiando,

però non come vorrei.

 

Dentro ho ancora tante cose

che saprei dire e fare,

misteriose ed affettuose,

da prendere e da dare.

 

Indirizzo il mio messaggio

a colei che può capire,

senza usare, nel linguaggio,

quello che le potrei dire.

 

Ma chi sa e mi capisce,

mi dia adesso la sua mano:

se la vita mia finisce,

dopo, me ne andrò lontano.

 

Se lei mi starà vicino,

con pazienza e con amore,

io mi sentirò un bambino

che dimentica il dolore.

 

Ma, guardandomi allo specchio,

beh, parola mia d’onore,

capirò d’essere un vecchio:

la ringrazierò di cuore.