G E N T I L U O M I N I
Che belle le persone
con il cuore antico!
Saranno anche fuori moda,
ma profumano di poesia.
@lafarfalladellapoesia
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Cosa ci insegna la vita... testamento spirituale di un libero pensatore
G E N T I L U O M I N I
Che belle le persone
con il cuore antico!
Saranno anche fuori moda,
ma profumano di poesia.
@lafarfalladellapoesia
A V E R E R A G I O N E
Sapete cosa si nasconde dietro il nostro bisogno di avere ragione?
E non è una battaglia per il potere, né una questione di superiorità e di orgoglio: “Ho ragione, ho vinto”. No.
Ma dietro il combattere per la nostra opinione, c’è il nostro bisogno originario e atavico di sintonizzazione.
Quando sentiamo che la persona che amiamo, o la persona per noi importante, la pensa diversamente da noi, per noi rappresenta lo stesso rischio, e quindi la stessa terribile sensazione che, forse, abbiamo sperimentato da piccoli, di perdere la figura di attaccamento primario.
Ovvero, chi ha avuto esperienza del fatto che, se, da piccolo, faceva qualcosa di diverso, o la pensava diversamente da lei, perdeva, per un po’, il suo affetto.
Alcuni, addirittura, ricevevano una totale svalutazione: “La pensi diversamente da me, perciò il tuo pensiero non vale. Quindi tu non hai valore per me.”.
Allora, di fronte a questo rischio, ormai diventati grandi, facciamo di tutto per portare l’altro a pensarla come noi, per sentirlo vicino a noi, per sentirlo connesso.
A tal punto che, quando poi l’altro ci dà ragione, proviamo un sollievo fisico, non morale: “Sei con me, sono al sicuro”.
Ecco cosa c’è davvero dietro il bisogno di avere ragione: il terrore di perdere la sintonizzazione e il bisogno di sentire che non siamo soli.
E, quindi, chiederete: Bisogna dare sempre ragione all’altro?” NO.
Bisogna imparare a rimanere sintonizzati anche nel conflitto. Forse, è così che diventiamo adulti.
@agnesescappini
L I B E R T A’ O S O L I T U D I N E
E quando, la mattina,
non ti sveglia nessuno.
E quando, la sera,
non ti aspetta nessuno.
Quando puoi fare
quello che vuoi.
Come la chiami?
Libertà o solitudine?
Charles Bukowski
O R G O G L I O S O D I T E S T E S S O
Non hai bisogno di provare niente,
sei già valido/a così come sei.
Anche con i tuoi difetti tu risplendi,
il tuo cuore è pieno di bontà
e tu stai facendo del tuo meglio:
questo è più che abbastanza.
Sii orgoglioso di te, oggi,
tu conti più di quello che pensi.
da YouTube
I L V A L O R E
Le farfalle non conoscono
i colori delle loro ali,
ma noi che le guardiamo
sappiamo quanto sono belle.
Allo stesso modo,
tu puoi non sapere
quanto vali, ma
gli altri possono
vedere quanto sei speciale
@lafarfalladellapoesia
P E R C H E’ T I A M M A L I
Perché ti occupi dei problemi degli altri.
Perché vivi nel passato.
Perché tenti di piacere a tutti.
Perché fai troppe rinunce.
Perché reprimi le tue emozioni.
Perché non lasci andare ciò che ti fa male.
Perchè ti paragoni a chi ti fa sentire inferiore.
Perchè hai paura dei cambiamenti.
Perché non ti metti davvero in gioco.
Perché vivi soggiogato/a dal senso di colpa.
Perché non credi in te stesso/a.
Perché non dai priorità ai tuoi bisogni..
Perché rimandi la felicità.
N.d.A.: Non c’è niente di fisico e di somatico in tutte queste “cause”: ad essere “ammalate” sono la mente e l’anima.
Ma quello che paga, in maniera conclamata ed evidente, è il corpo che manifesta patologie di tutt’altra categoria.
I farmaci a cui ricorriamo, forse, possono dare sollievo, sintomaticamente, al corpo e alle sue manifestazioni, ma non rimuovono mai le vere cause predisponenti psicosomatiche, che abbassano le difese immunitarie dell’organismo.
La debolezza delle nostre difese immunitarie, lascia campo libero a innumerevoli attacchi esterni di virus, batteri, condizioni climatiche ambientali ecc., oppure a stravolgimenti funzionali dei nostri organi e sistemi interni, che vengono meno al proprio normale compito vitale, seconda la dotazione genetica individuale: è tutto ciò che noi, sbagliando, chiamiamo “malattia”.
L’ 80% degli stati patologici sono configurabili secondo la fenomenologia sopra descritta.
Il restante 20% è ascrivibile a fatti traumatici, più o meno involontari.
P E R C H È T I V O G L I O B E N E
Ti voglio bene perché tu mi fai
sentire in pace in un mondo
che non si ferma mai.
Tu mi guardi in un modo
come nessuna ha mai fatto,
teneramente, completamente, anche
quando non mi sento amabile.
La tua voce calma le tempeste
dentro di me, e il tuo sorriso
porta la luce in luoghi che io
avrei creduto bui per sempre.
Non devo fingere con te e,
in qualche modo, essere me stesso
non è mai stato così facile.
Prima di te, io non sapevo
quanto profonda fosse la felicità.
È nelle piccole cose che condividiamo,
è nel modo con cui mi fai
sentire sempre amato e importante.
Con te io so che, qualunque cosa
succeda, sarò sempre felice.
Tu sei la mia sicurezza e stare
con te rende ogni cosa migliore.
Tu mi vuoi bene nel modo
più intenso, più quieto e più puro.
Ecco perché il mio cuore ti sceglie
ancora e ancora, senza un dubbio,
senza una pausa, sempre.
V I V I T U L A T U A V I T A
Ricorda, alla fine della giornata,
si tratta della tua vita.
Tu sei quello che deve viverla,
respirarla e assaporarla.
Fai quello che ti piace, percorri
il sentiero che il tuo cuore sceglie.
Non ascoltare chi cerca di controllarti
e di farti dubitare di te stesso.
Costoro non possono e non devono
vivere la tua vita al posto tuo,
e non hanno nessun diritto di
tenere il tuo cuore nelle loro mani.
I tuoi sentimenti contano,
i tuoi sogni valgono, e tu
sei autorizzato a proteggerli.
da YouTube
C U R I O S I T A’ S U L C E R V E L L O
Il cervello funziona meglio con le pause. Riposare non è pigrizia.
Elabora le immagini 60.000 volte più velocemente delle parole.
Usiamo solo circa il 10% del cervello? È un mito: lui è sempre attivo.
Pensare costantemente a qualcosa di doloroso fa sentire il cervello, quasi fisicamente, dolorante.
Crea falsi ricordi. A volte “ricordi” cose che non sono mai accadute. (Forse perchè volevi o temevi che accadessero).
Lo stress cronico riduce alcune aree cerebrali, ma l’apprendimento e la meditazione possono espanderle.
Il cervello ama i modelli, anche se non esistono. Ecco perché le superstizioni sono comuni.
Il cervello rilascia dopamina solo anticipando il piacere. Il futuro influenza il presente.
Il sonno scarso distrugge i ricordi recenti, ma rafforza i ricordi vecchi.
Ogni decisione che prendi modifica fisicamente le connessioni neurali. Ti trasformi, letteralmente, agendo.
@CodiciMentali
U N P I Z Z I C O D I F O L L I A
Chi vive senza un pizzico di follia
non è così saggio come crede.
Perché la saggezza non è stare fermi,
né vivere in gabbia per paura di sbagliare.
La vera saggezza è osare,
cambiare strada, rischiare qualcosa,
seguire un’idea che fa battere il cuore.
Un tocco di follia ci ricorda che siamo vivi,
che la vita non è solo prudenza,
ma anche coraggio, curiosità, movimento.
Sii saggio, sì, ma non dimenticare
di essere anche un po’ folle.
È lì che nasce la vera libertà.
@healingsoulmusic436
C R E S C E R E F I G L I F E L I C I
Tuo figlio non è tuo. È un individuo con la sua anima. Rispettala.
Prima ascolta i suoi sentimenti. Poi cerca le ragioni. Non il contrario.
Evita i paragoni e aspetta, al ritmo di tuo figlio.
Le regole devono essere chiare e costanti e conserva una stabilità emotiva.
Sii specifico nelle tue lodi e mantieni i rimproveri pacati e brevi.
Insegnagli a scegliere e ad accettare le conseguenze.
Quando sbagli, ammettilo subito. Chiedi scusa. Anche i genitori sono umani.
E, ricorda: prima costruisci una vita stabile per te. Non puoi dare ciò che non hai.
Crescere un figlio non è controllarlo. È accompagnarlo a diventare chi è destinato ad essere.
@healingsoulmusic436
S O F F E R E N Z A M E N T A L E
Cos’è la sofferenza mentale?
La nostra mente non distingue davvero tra ciò che accade fuori e ciò che proiettiamo dentro.
Se guardi una scena forte di un film: una persona che soffre, sangue finto, un’attrice che sappiamo benissimo che sta recitando una parte ed è pagata per questo, una parte di te lo sa, razionalmente, ma il corpo reagisce lo stesso, il cuore accelera, il respiro si blocca, i muscoli si tendono.
Perché?
Perché, per il cervello, quell’immagine, anche se è solo un film, è realtà.
Ora, immagina quante scene del genere ti proietti da solo nella tua testa: ipotesi catastrofiche, dialoghi che non sono mai successi, rimpianti del passato, paura del futuro.
Ogni volta che fai partire uno di quei film interni, il tuo corpo reagisce come se tutto fosse vero.
E così, ti fai del male da solo, più e più volte, anche quando fuoori non sta succedendo niente.
da YouTube
A M I O F I G L I O P A P A’
Se vuoi crescere un figlio forte
devi amare sua madre
quanto ami lui.
Perché i bambini che crescono,
vedendo i loro genitori
amarsi davvero,
sono più sani, più felici e capiscono,
presto, cosa significa essere
un vero uomo.
Devi dargli sicurezza, non soltanto
economica, ma soprattutto
emotiva, che non
significa comprargli cose costose, ma
non farlo mai sentire un peso,
non farlo mai
sentire in colpa per il fatto di esistere.
Devi elogiarlo e spesso, perché
l’approvazione
di un padre costruisce la sua autostima.
È il tuo modo per dirgli sempre:
“Tu ce la farai,
ed io sono qui per coprirti le spalle”.
Ma, soprattutto, devi essere
molto presente.
Taglia quella birra con gli amici,
salta qualche cena fuori,
passa quel tempo
con tuo figlio perché, se non ci sei,
non potrai avere indietro
la sua infanzia,
come è successo a me, con te bambino.
E quel vuoto che mi ha lasciato
nel cuore, quello,
forse, non si chiuderà mai del tutto.
Auguri, figlio mio, rendi
felice lui,
almeno il doppio di quanto
lui fa felice te.
E anche me.
U N A M I C O V E R O
Vuoi sapere chi è un amico vero?
Non guardare chi ti aiuta quando stai male: è troppo facile.
A tutti piace fare l’eroe e consolarti, perché la tua tristezza non minaccia nessuno.
Se vuoi la verità, guarda chi applaude quando vinci.
Racconta una bella notizia, un successo, una vittoria e guarda i suoi occhi per quel mezzo secondo prima che sorrida.
Se vedi appena un lampo di fastidio o se cambia subito discorso parlando di sé, o se sminuisce la tua vittoria con un “Sì, ma …”, quella persona non è un amico, è un rivale segreto che ti tollera solo finché stai un gradino sotto di lui.
L’amico vero è quello che non si sente sminuito dalla tua luce, ma la usa per accendere la sua.
@Influenza.Mentale
M E M O R I A
C’è qualche cosa di più forte
persino pure della morte,
è la presenza degli assenti,
sia nei cuori che nelle menti,
di coloro che sono vivi
e ne sono rimasti privi.
È la loro terrena storia:
non muore mai nella memoria.